Aggiunta di latte artificiale all’allattamento al seno: quando serve davvero

L’aggiunta di latte artificiale è davvero indispensabile durante l’allattamento? Molte mamme, soprattutto alle prime esperienze, sono spesso preoccupate che il neonato mangi poco o non abbia abbastanza sostanze nutritive a disposizione e, per questo, altrettanto spesso pensano che formula e latte in polvere siano dei buoni integratori. Va da sé che non sempre è così e, soprattutto, nessuna decisione sulla dieta del bambino dovrebbe essere presa senza il consiglio del proprio pediatra e valutando di caso in caso.

Quando serve l’aggiunta del latte artificiale? È una scelta del pediatra

A destare preoccupazione è, infatti, quasi sempre, un ritardo del bambino ad attaccarsi al seno o nell’arrivo della montata lattea: nel post-partum, però, esattamente come durante la gravidanza, non ci sono tempi scritti. Un bambino che entro le prime ore non si è ancora attaccato al seno può essere semplicemente un bambino nato pretermine e che ha bisogno, per questo, di imparare come ciucciare, per esempio, o un bambino nato dopo un lungo travaglio, un’epidurale, un parto cesareo e, per questo, indebolito e a cui va data qualche ora di tempo in più perché riesca in tutta tranquillità ad attaccarsi al seno materno. Prima di pensare all’aggiunta di latte artificiale, poi, andrebbe considerato che, nei suoi primi giorni di vita, lo stomaco di un bambino ha appena le dimensioni di una nocciola: bastano poche gocce di latte materno a saziarlo insomma e, no, se si stacca dal seno dopo solo pochi minuti non c’è niente che non va…è semplicemente sazio. Anche un certo calo di peso è assolutamente fisiologico dopo la nascita: finché rimane inferiore al 10% non c’è niente di cui preoccuparsi e si può essere sicuri che l’allattamento al seno è sufficiente. Allo stesso modo, pianti e versetti del bebè non dovrebbero far pensare subito che non mangi abbastanza: spesso sono richieste di attenzione, sì, ma che niente hanno a che vedere con l’alimentazione e, del resto, il bambino potrebbe avere il pannolino sporco, soffrire il caldo, non aver dormito abbastanza, eccetera.

Diverso è, invece, il discorso se, per esempio, la montata lattea tarda ad arrivare alla mamma oltre il quinto o sesto giorno dal parto: in questo caso il pediatra, spesso lo stesso pediatra ospedaliero, potrebbe prescrivere l’aggiunta di latte artificiale per assicurare al neonato tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno. Tra i migliori latte per neonati, del resto, ce ne sono di capaci di imitare perfettamente la composizione del latte materno e non fare mancare al bambino proteine, vitamine, grassi, ferro, fermenti lattici naturalmente contenuti nel latte materno: la cosa più importante è scegliere formule adatte per ogni singola età del neonato, ragione per cui non si dovrebbe fare da sé ma, come già si accennava, ci si dovrebbe rivolgere al proprio pediatra di fiducia o ad altro personale competente. Alla stessa soluzione, l’allattamento misto, si potrebbe giungere comunque quando il bambino non cresce abbastanza nonostante, apparentemente, non mostri problemi ad attaccarsi al seno: il range considerato buono è di una crescita di circa mezzo chilo al mese nei primi tre mesi e di trecento grammi nei mesi successivi, se così non fosse, sì, può servire valutare l’uso di latte artificiale.