Lavoro in nero a Civita Castellana: scoperti 53  lavoratori sommersi e 18 irregolari

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    Il lavoro della Guardia di Finanzia ha portato alla luce una situazione molto grave di lavoro sommerso a Civita Castellana. Le indagini hanno, infatti, portato alla scoperta di 53 lavoratori senza regolare contratto che operavano in nero. Inoltre, sono stati trovati anche 18 irregolari.

    L’operazione denominata “Discovery” è stata portata avanti dai finanzieri della compagnia di Civita Castellana con lo scopo di contrastare il lavoro sommerso e in nero. Sono state controllate diverse attività commerciali nella Tuscia viterbese, in particolare a Civita Castellana, Fabrica di Roma e Nepi.

    In una nota della Guardia di Finanzia si legge che lo scenario emerso dalle indagini è molto chiaro e delinea un quadro assai preoccupante. Su un totale di 22 attività commerciali controllate e 131 lavoratori indentificati, ben 71 risultavano essere in nero e / o irregolari. L’operazione si è conclusa con 12 proposte di sospensione dell’attività lavorativa e commerciale.

    Insomma, i dati emersi dalle ultime indagini dei finanzieri sono molto preoccupanti. Basta fare un rapido calcolo per scoprire che gli irregolari sono pari al 54% del totale dei lavoratori indentificati. Il fenomeno del lavoro sommerso resta perciò ancora molto diffuso.

    Il lavoro della Guardia di Finanzia è molto importante per contrastare il fenomeno che è una vera e propria piaga sociale. I problemi legati al lavoro nero sono moltissimi, tra cui il mancato versamento delle tasse sul lavoro che vanno a finanziare il sistema pensionistico. Si conta che facendo emergere il lavoro nero, le casse stati sarebbero più che colme: oltre 108 miliardi. Mentre si sta a litigare sulle percentuali di sforamento del debito pubblico, basterebbe invece fare emergere tutte le tasse non pagate dai lavoratori in nero. Questa potrebbe essere la ricetta per risanare le casse statali e non avere più problemi di debito pubblico.

    Non solo questioni economiche, ma soprattutto rischi per la sicurezza dei lavoratori e delle altre persone. Tutti quelli che lavorano in nero non hanno alcun tipo di prevenzione contro gli incidenti e nessun tipo di assistenza provvidenziale durante il periodo di convalescenza. Altra piaga sociale che ha visto moltissimi morti sul lavoro nel 2018. Inoltre chi lavora in nero ha sempre una paga minore poiché non si fa riferimento al contratto nazionale per la categoria, rischiando di essere sempre sfruttati e non vedere riconosciuta una retribuzione minima. Finché ci saranno persone disposte a lavorare in nero senza assicurazione e retribuzione minima, il lavoro andrà deprezzandosi sempre di più, arrivando anche al limite dello sfruttamento.

    Usare manodopera in nero o irregolare ha anche un effetto distorsivo per l’economia reale, poiché il fenomeno danneggia tutte le attività. Quelle che usufruiscono di lavoratori in nero riescono, paradossalmente, sono più concorrenziali rispetto a chi invece adempie agli obblighi di legge in materia di lavoro. Un ennesimo caso in cui le persone oneste hanno la peggio.