Cna: “Bene la rinuncia della Rai al canone sui computer. Occorre però che si chiarisca ogni dubbio, anche con una specifica modifica legislativa”

“La precisazione della Rai che il semplice possesso di un computer non comporta, per le imprese e i professionisti, il pagamento del canone speciale di abbonamento, costituisce un risultato importante, che registriamo con soddisfazione. E’ necessario però che si chiarisca ogni dubbio”. Lo afferma Luigia Melaragni, segretaria della Cna Associazione Provinciale di Viterbo.

 

“La norma sarà interpretata in maniera ‘restrittiva’, lasciando fuori dal perimetro del canone speciale i computer o altri strumenti digitali collegati in rete. L’obbligo scatterà solo per gli apparecchi adattati alla ricezione effettiva dei canali televisivi. Dovranno essere chiariti bene, tuttavia, i casi di esclusione e il comportamento che deve essere adottato dalle imprese che hanno ricevuto il bollettino. Cna -spiega Melaragni- si sta adoperando, a livello nazionale, affinché il comunicato della Rai sia sostanziato anche con una specifica modifica legislativa”.

 

“Fin dalle prime segnalazioni, abbiamo denunciato la gravità dell’imposizione, derivante dall’applicazione di una norma contenuta in un Regio Decreto del 1938. La scelta della Rai ci è subito apparsa, indipendentemente dall’effettiva legittimità, del tutto fuori luogo, in considerazione dello sviluppo che i supporti informatici e le tecnologie di trasmissione hanno avuto negli ultimi anni -osserva la segretaria provinciale della Cna-. Insieme con Rete Imprese Italia, abbiamo quindi chiesto al premier e al ministro dello Sviluppo Economico un intervento volto alla eliminazione dell’obbligo di corresponsione del canone in relazione al possesso di apparecchi che fungono da strumenti di lavoro per le aziende. Bene la marcia indietro della Rai. Si vada, però, fino in fondo. La normativa sia chiarita una volta per tutte”, conclude Melaragni.