
dott. Luca Frongia
“La sicurezza stradale torni ad essere una priorità per il paese, con l’obiettivo di ridurre fortemente il numero delle vittime e piu risorse alle infrastrutture”. Lo dichiara il Dr. Luca Frongia, Presidente dell’Unione delle associazioni Europee forze di Polizia – Interforze.
“Chiediamo all’esecutivo formati da tecnici e in particolare al super ministro Passera uno sforzo straordinario per rimettere al centro dell’agenda politica la riduzione delle vittime della strada, che ogni anno in Italia sono più di quattro mila, una vera strage. Con il 76% degli incidenti che avviene su strade urbane. È necessario dunque un cambio di passo perché ancora troppe vite vengono spezzate negli incidenti, troppe famiglie distrutte.
Assistiamo in questi giorni come utenti della strada che dopo la post-nevicata caduta nel centro del paese in particolare nel Lazio, nelle provincie del reatino e la stessa capitale con la sua provincia , il manto stradale è stato messo a dura prova tanto che sono nate o già c’erano buche e voragini che con la nevicata dei scorsi giorni non ha fatto altro che aumentare o ingrandire quelle buche. Inoltre continua il presidente di Interforze, siamo davanti ad un vero controsenso, come riportano alcuni Enti onlus, solo 30 milioni sui 2 miliardi all’anno provenienti dalle multe vengono spesi per la sicurezza stradale. Si deve invertire il rapporto, la sicurezza stradale deve ricevere più soldi di quelli provenienti dalle sanzioni per un programma straordinario di messa in sicurezza della rete stradale, per una formazione continua dei cittadini, ma soprattutto dalle scuole perche è da li che bisogna ripartire per un educazione e rispetto alla cultura stradale come per i paesi anglosassoni con l’apporto esclusivo di operatori professionali e non come accade di solito dal commesso del comune o peggio da personaggi che non hanno competenza e professionalità nella materia.
Infine ci vuole una forte presa di coscienza per un utilizzo di nuove tecnologie che non vada a reprimere ma a prevenire conclude Frongia.