SEL Lago di Bracciano risponde alla lettera dei dipendenti di Bracciano Ambiente

AI LAVORATORI DI BRACCIANO AMBIENTE – 9 febbraio 2012
Ho letto con attenzione la lettera di alcuni dipendenti della Bracciano Ambiente sul futuro della
società e sul ruolo che essa svolge nella città, e ho davvero il piacere di confrontarmi con loro che
così seriamente affrontano, da cittadini e da lavoratori, temi essenziali come il lavoro e la sua
dignità, la qualità della vita e lo sviluppo.
Il dramma che stiamo vivendo, con una crisi economica le cui conseguenze rischiano di minare
coesione e solidarietà sociale, si riversa tutto sempre sulle stesse persone, su quelli che vivono del
loro onesto lavoro e hanno sempre subìto gli effetti dei danni prodotti da altri, e che continuano a
pagare le tasse fino all’ultimo centesimo.
Le prospettive offerte ai giovani sono insicurezza e precarietà, troppo spesso disperazione;
purtroppo è una prospettiva che riguarda fasce sempre più vaste di cittadini, giovani e meno giovani,
occupati e senza lavoro. Ci vengono imposte soluzioni che non accettiamo nella maniera più
assoluta: tagli di tutti i generi, contrazione dei diritti dei lavoratori, decisionismo che accetta solo a
parole il confronto con le parti sociali perché le decisioni sono già prese.
Da questa crisi, che pure ha bisogno di scelte rapide, si può uscire andando oltre il modello attuale
dello spreco di risorse e dei consumi irrazionali, e puntando sul protagonismo dei cittadini: non solo
semplice partecipazione ma democrazia partecipata, che trasformi i cittadini in soggetti attivi delle
decisioni; non assemblee in cui tutti possono ascoltare e parlare, ma organismi a cui sia conferito
potere deliberativo: sono principi fondativi di SEL, fanno parte del nostro DNA.
Sono partito un po’ da lontano solo per motivare in profondità due affermazioni: il lavoro è una
priorità, e abbiamo tutti l’obbligo di assicurare certezze e prospettive credibili; hanno perfettamente
ragione i lavoratori della Bracciano Ambiente nel chiedere – io dire nel pretendere – di essere
partecipi delle scelte della loro azienda e, aggiungo, delle scelte dell’amministrazione nei vari
settori in cui essa opera.
Abbiamo sollevato il problema della riconversione produttiva della società anche per dare maggiori
certezze, e addirittura aumentare i posti di lavoro: non perché non sia un’azienda sana ed efficiente -
siamo consapevoli del grande patrimonio di conoscenze e professionalità che esprime – ma perché
dobbiamo guardare ad un futuro che produca sempre meno rifiuti e si basi su nuovi consumi e nuovi
bisogni, che garantisca esigenze fondamentali come la difesa dei beni comuni e dei diritti di
cittadinanza; è una sfida che la Bracciano Ambiente, e la sua più grande risorsa che è l’insieme dei
suoi dipendenti, può affrontare con grandi prospettive.
Per fare questo occorrono un gruppo dirigente ed una classe politica che ci credano per davvero, al
di là dei facili propagandismi, che siano aperti al dialogo, e che guardino avanti.
La situazione della gestione dei rifiuti è ben nota: la Regione Lazio ha approvato un piano che, di
fatto, scavalca la direttiva europea (che indica la seguente gerarchia: prevenzione e riduzione,
riutilizzo, riciclaggio, recupero, smaltimento dei rifiuti) e non punta alla centralità della raccolta
differenziata “di qualità” ma prevede che debbano esser trattate ingentissime quantità di RUR
(indifferenziati) attraverso impianti che producono tanto CDR e tanto materiale (trattato) da
conferire in discarica. E’ un piano non credibile, fortemente osteggiato da tante forze politiche,
cittadini e comitati, e che sarà oggetto di ricorsi e anche richiesta di referendum: in questa
situazione non si può pensare che il quadro rimanga inalterato.
Di tutto questo vogliamo parlare con i cittadini, con i lavoratori, con chi aspira ad amministrare
Bracciano nei prossimi 5 anni, e anche con gli abitanti di un comprensorio di circa 100.000 persone
sicuramente interessati all’idea di sviluppo che Bracciano esprimerà.
Già il prossimo Sabato, neve permettendo, è prevista una prima occasione di approfondimento e
confronto aperta a tutti, promossa da un’associazione e riportata anche da L’Agone.
Mi auguro che la discussione su un tema così importante, come su altri altrettanto cruciali, si
sviluppi limpidamente e liberamente, e che si possa organizzare – magari a cura proprio de L’Agone
- quel confronto di merito con tutte le “coalizioni politiche” auspicato dai lavoratori di Bracciano
Ambiente.
Giuseppe Girardi, SEL Lago di Bracciano