Sutri: Felice Casini risponde al PDL

Il consigliere provinciale Felice Casini

Dopo le esternazioni del Comitato PDL di Sutri nei mei confronti, vorrei manifestare la mia totale e pacata tranquillità .

Per trovare una sintesi credo sia meglio una mossa tardiva(anche se nessuno ha dato una scadenza??), che un immobilismo nei confronti di chi non solo ha contribuito con forza alla vittoria elettorale ma che ha anche spianato la strada all’elezioni di Guido Cianti, facendo un passo indietro al momento opportuno, anche avendo la metà del proprio partito avverso a questa scelta.  Infatti non tutti condividevano la scelta della candidatura di Guido Cianti, ma questo ci tengo a dirlo non per polemizzare, ma solo per fare chiarezza.

Voglio ricordare agli amici pdellini che dal 7 dicembre né il sindaco né il PDL si sono degnati di alzare il telefono per richiedere un incontro all’UDC

La mia richiesta di una riunione estesa agli organi partitici provinciali nasce da un duplice scopo:

In primis, perché rivestendo una doppia responsabilità sia in Comune che in Provincia,  ho ritenuto un tavolo provinciale sede più opportuna per dipanare qualsiasi malinteso; e secondo, perché dopo più di un mese,  non essendosi sentito nessuno a livello locale, non sarebbe mai stata accordata una riunione con le segreterie.

Non è vero che le mie dimissioni da assessore avrebbero potuto portare un commissariamento politico, questa è pura fantasia dettata da qualche maligno: infatti per far cadere una amministrazione o ci sono le dimissioni di 9 consiglieri oppure si vota una mozione di sfiducia.

Per cronaca vi informo che il giorno prima delle mie dimissioni, al pranzo della banda “R. Caffarelli”, parlando con Guido Cianti, gli ho comunicato serenamente che le mie dimissioni erano solo un pretesto per azzerare la Giunta (come era sua intenzione di fare, tantè che lo aveva scritto lui stesso in una lettera anche al segretario UDC Ferdinando Maggini), e poi ci saremmo messi intorno ad un tavolo per trovare una soluzione.

Questo perché dopo le elezioni vinte nel 2008, per aiutare il neo sindaco Cianti, è stato fatto un accordo politico in barba all’accordo elettorale sottoscritto dai partiti. E proprio in questo accordo si era stabilito tra le varie cose, che la carica di vice sindaco doveva essere divisa due anni e mezzo all’UDC e due anni e mezzo ad AN.

Ci tengo a ricordare che lo scenario politico in questi ultimi anni è notevolmente cambiato: AN e FI sono confluite nel PDL

Premesso e ribadisco che per me gli accordi sottoscritti vanno mantenuti.

Mi chiedo, ma come mai, se il vice sindaco era cosi vitale per qualcuno , la revoca non è stata fatta allo scadere dei 2 anni e mezzo? E perché il Sindaco garante della coalizione non ha fatto rispettare l’accordo?

Domande forse banali ma che, credetemi, non hanno ancora avuto risposta.

 

 

 

Le mie dimissioni non sono dovute al forte legale che ho con Vincenzo Petroni, ma sono state dimissioni venute dal senso di responsabilità e di rispetto verso il partito e soprattutto verso la persona, perché ricordo che Petroni non doveva essere rimosso da assessore, ma doveva essere rimosso solo da vice sindaco.

Inoltre, sapete bene tutti il ruolo che ho all’interno del partito regionale e provinciale, come avrei potuto rimanere in una giunto con un mio collega di partito revocato?

Quindi mi è sembrato logico insieme alla sezione UDCchiedere una verifica politica. Questo non mi sembra affatto un ricatto.

Dopo la prima e unica riunione, a cui non era presente neanche il Sindaco, è calato il silenzio verso l’UDC.

Io non vi ho mai biasimato per non avere capacità dialogo; anzi, l’evolversi delle situazioni manifesta l’esatto contrario: vi dico solo che non avete voluto esprimere la vostra grande capacita di dialogo né con me né con il nuovo direttivo UDC.

Più che capacità di dialogo, mi sembra voglia di ribaltare sulla carta un risultato elettorale che ha consentito a tutti di governare degnamente il paese fino adesso. Risultato che voi adesso volete snaturare alla faccia dei tanti concittadini che ci hanno manifestato il loro consenso.

Ribadisco che in politica come nella vita gli uomini passano, ma le idee e i partiti rimangono: ci tengo a ribadire che l’UDC di Sutri non è ne l’associazione privata di Vincenzo Petroni, ne tantomeno di Felice Casini.  Se veramente il Sindaco e il PDL avevano bisogno di un confronto con l’UDC,  perché non lo avete mai richiesto visto che è stato anche rinnovato il Direttivo?

Per concludere, mi sono appellato alle segreterie provinciali, non per fare indagini sulla condotta del Pdl a Sutri e non per una prova personale di arroganza (parola che nel mio vocabolario non esiste, al contrario di qualche altro).

Io non ho mai voluto barattare le nostre posizioni locali, con altre richieste a livello provinciale o regionale, perché credetemi che non a Sutri che si determina la politica provinciale o regionale.

Io da sutrino voglio il bene della mia città.

In 8 anni di giunta non ho mai pensato ad un mio interesse personale o ad un interesse della mia famiglia o di qualche mio amico;  ho solo pensato al bene di Sutri e mi sono sempre messo a disposizione dei cittadini.  Ho svolto il mio ruolo sempre con umiltà, dignità, lealtà, trasparenza. Ho lavorato incondizionatamente anche alla situazione politica contingente, perciò in 8 anni non mi devo far perdonare niente e con la stessa voglia e dedizione continuerò a lavorare ed ad impegnarmi sia da consigliere comunale che da consigliere provinciale.

Perciò, care amiche e amici della PDL, vi informo che sono molto tranquillo e sereno sulla mia scelta che proseguo il mio cammino a testa alta, sempre pronto al confronto ed al dialogo. Infatti, proprio di mia iniziativa, è nato un incontro tra i responsabili provinciale per chiarire la situazione. Questo nell’interesse di tutti, soprattutto del nostro amato territorio.

Felice Casini

Consigliere Provinciale UDC