Di seguito una nota del Comitato Pro Ospedale Acquapendente
“La nostra ASL da quasi due anni è priva di un documento di programmazione aziendale dato che la Regione Lazio ha richiesto ulteriori specifiche anche in merito all’Atto Aziendale del 7 settembre, e cosi la sorte del nostro Ospedale torna ad essere in balia di chissà quale altro decreto. L’ultimo dei quali indica come Distretto Montano solo Subiaco ed Amatrice, nonostante nel Piano Sanitario Regionale era prevista questa possibilità anche per il nostro territorio, e concede posti letto di RSA in altre realtà limitrofe ma non ad Acquapendente. Come se questo non bastasse l’autonomia gestionale del Direttore Generale della ASL, perennemente distratto alle nostre esigenze assistenziali, ha creato ulteriori discrepanze di trattamento. Oltre che ad avere un maggior tasso di anzianità di tutta la provincia, il nostro Distretto (VT1) conta 56.000 abitanti mentre il Distretto (VT2) ne conta solo 44.000, non si capisce quindi la motivazione del Direttore Sanitario nell’istituire due Unità Operative Chirurgiche a Tarquinia (grazie al trasferimento della U.O.S. di Chirurgia laparoscopica e mininvasiva da Acquapendente a Tarquinia), lasciando il nostro Distretto completamente scoperto. È facile prevedere anche una disparità tra i due Distretti in merito al numero di posti letto per acuti a disposizione per numero di abitanti. Un piano di ristrutturazione della rete ospedaliera regionale e provinciale non può e non deve avvenire penalizzando un presidio e favorendone un altro. Non sarebbe più congruo optare per un equa distribuzione delle risorse nei due distretti? Questo avrebbe permesso una copertura maggiore sul territori, una riduzione della mobilità passiva ed un’ottimizzazione delle risorse economiche, garantendo al tempo stesso una risposta ragionevole, seppur parziale, alle aspettative ed ai bisogni della popolazione. Questi sono solo alcuni esempi di disparità di trattamento, stiamo raccogliendo la documentazione per evidenziare le disequità di distribuzione delle risorse nei Servizi Sanitari del Lazio, invieremo una segnalazione alla Commissione Sanità del Senato o a chiunque altro sia disposto ad ascoltarci”.