Sanità Acquapendente: Pipino dacci un segno!

 ACQUAPENDENTE  – Di seguito una nota del Comitato Pro Ospedale Acquapendente:

Il piano di riorganizzazione del 9 settembre, firmato Adolfo Pipino, redatto in base al Decreto 111 e migliorato da ulteriori concessioni da parte della ASL è stato ampliamente condiviso durante la Conferenza dei Servizi ed arricchito con la richiesta del Distretto Sanitario Montano nel recente Consiglio Comunale Aperto, ma allo stato attuale nessuna iniziativa è stata ancora intrapresa.

Ciò che più ci preoccupa è la gestione dell’emergenza, non conosciamo l’esito dell’incontro tra ASL e ARES 118 per la gestione dell’emergenza e l’organizzazione dei trasferimenti primari e secondari. Il numero dei pazienti da trasferire presso Belcolle è in aumento e l’ambulanza adibita al trasporto è solamente una, il Pronto Soccorso viterbese è intasato e non si riesce a garantire posti letto a sufficienza per tutti.

La nostra realtà  è sempre più mortificata: il trasferimento di un chirurgo presso l’Ospedale di Tarquinia ha complicato la gestione e la copertura dell’urgenza chirurgica; sono in atto tentativi di trasferire anche parte della strumentazione di sala operatoria; i nostri anestesisti si sono messi a disposizione effettuando parte del loro orario a Belcolle e a Montefiascone, mentre l’attività ortopedica e ginecologica di day surgery (nonostante la disponibilità dei professionisti in oggetto) non riesce ad essere ripristinata ad Acquapendente (e non per carenza di personale visto che, dopo la chiusura della ginecologia di Civitacastellana, i ginecologi di certo a Belcolle non mancano!).

Che dire per l’attività ambulatoriale? non è stata potenziata, ne è stata avviata alcuna modifica strutturale per la localizzazione degli ambulatori provenienti dal Distretto ne tantomeno sono stati individuati i locali della futura Degenza Infermieristica, iniziamo a temere che tutte le promesse fatte siano solo fumo negli occhi.

Urge una metodica e pronta riorganizzazione di tutto il sistema e se questa non è  attuabile in tempi brevi, l’Azienda potrebbe pensare ad una convenzione straordinaria con l’ospedale di Orvieto.

Esortiamo il Direttore Pipino e il suo staff (dott.sa Cerimele, dott. Bifulco) nel darci un segnale positivo, una concretezza del piano che avevano previsto.

Seguirà a questa comunicazione un esposto al prefetto per denunciare la scarsa tutela della salute al cittadino e il perseverare delle criticità nella gestione delle emergenze.