Raffaele D’Orazi ringrazia i propri sostenitori

Di seguito una nota di Raffaele D’Orazi Per la lista civica “MIGLIORAMENTO”:

“Lo faccio con qualche giorno di ritardo, ma non per questo, intendo dimenticarmi degli amici che hanno votato la lista “MIGLIORAMENTO”, che con i suoi 480 consensi ha dato una svolta significativa alla politica vitorchianese, incominciando di nuovo a creare un dialogo ed un confronto fra i cittadini che dal banco della minoranza, insieme a Sante Fabbri, cercherò di tutelare al meglio.

Li ringrazio tutti in modo particolare, così pure un sentito ringraziamento va a coloro che mi hanno accompagnato durante la campagna elettorale e non solo chi era insieme a me nella lista, ma anche chi nell’ombra ha contribuito in un lavoro proficuo ed estenuante.

Purtroppo solo a pochi giorni di distanza dal risultato elettorale che ha visto primeggiare a sindaco Nicola Olivieri, anche con una larga maggioranza, noi della lista “MIGLIORAMENTO”, restiamo allibiti di come si stanno evolvendo le cose; ossia da quanto si evince, già prima di iniziare la partita, si presenta una maggioranza logora e litigiosa, assiepata nella discussione non sui programmi, ma su una lotta di potere e forse d’interessi che non ha nulla a che vedere con quanto la lista “Insieme per Vitorchiano” professava prima delle elezioni.

Tutto ruota intorno a nuove colate di cemento?

Tutto ruota intorno alle aree fabbricabili?

Sono domande che come lista “MIGLIORAMENTO” ci facevamo prima delle elezioni e continuiamo a porcele e a porle senza che da parte degli altri ci siano adeguate risposte o meglio si preferisce  non rispondere per niente.

La nostra prossima battaglia sarà imperniata su questi principi: meno cemento, più servizi, più agricoltura, più cultura, più turismo, più trasparenza.

A volte credo di essere davanti ad una atrofia della democrazia o a una crisi della politica democratica e mi domando se è possibile difendere e rivitalizzare le istituzioni della libertà, i circuiti della partecipazione, il principio egualitario “che storicamente hanno preso forma negli stati nazionali” in questo mondo globalizzato, attraversato da crescenti flussi migratori e dominato da un potere finanziario sempre più forte.

In una realtà piccola come la nostra, cari amministratori evitiamo di far crescere sempre di più tale potere finanziario, ma riportiamo tutto alla centralità della persona umana, con il soddisfacimento degli interessi collettivi e non prettamente individuali, programmando uno sviluppo controllato verso il benessere sociale evitando le prevaricazioni dell’uno sull’altro, rispettando le regole più elementari sulle parità dell’opportunità lavorative nell’interpretazione del reciproco rispetto e dell’educazione.

Così dovremmo salvaguardare il ruolo delle maggioranze e delle minoranze, considerando queste ultime non come soggetto di rottura, ma come forza per creare il compimento di quella democrazia che spesso oggi a livello individualistico si vorrebbe cancellare”.