“Sporco negro, zozzo marocchino” e via dicendo.
Questi eroi delle frasi di stampo razzista sembrano frequentare anche i campi da gioco delle giovani leve, proprio lì dove la passione e lo slancio sportivo dovrebbero esser più autentiche e genuine.
Perché anche nei campi di provincia dove giocano i ragazzi vi sono pappagalli che emulano i vigliacchi che vanno negli stadi della serie di A di calcio per insultare i giocatori della squadra avversaria di origine africana? Perché chi si rende autore di simili sfregi alla dignità umana non si pente e chiede scusa al giovane insultato per il diverso colore della pelle? Senza le scuse al giocatore, alla sua squadra e al suo allenatore, anche lo sport giovanile fallisce la sua missione di scuola di vita nella convivenza con gli altri e, allora, è meglio che tutti i giovani giocatori per una domenica facciano sospendere il campionato allievi e le loro squadre organizzino ogni anno una bella giornata contro il razzismo per premiare tutti i giovani giocatori stranieri e la squadra che si comporta più civilmente in campo e fuori.
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ – Civita Castellana
Francesco A. Romito