Per molti anni un silenzio assordante ha contribuito a non rendere giustizia a migliaia di persone perseguitate solamente perché colpevoli di essere italiani, così come una grande colpa fu l’ipocrisia della classe politica comunista italiana che per comodo, nei lunghi anni della prima repubblica, ha taciuto sulla pulizia etnica messa in atto dal tiranno Tito.
Grazie alla legge 92/2004 il parlamento italiano,seguendo quanto fatto dall’allora governatore del Lazio Francesco Storace, ha ufficialmente istituito la giornata del ricordo in memoria delle vittime dell’esodo giuliano-dalmata e di un doveroso riconoscimento ai parenti degli infoibati.
Ancora oggi però sulle foibe esiste una barriera ideologica e culturale fortissima che impedisce soprattutto alle nuove generazioni di venire a conoscenza di questo tragico fatto storico; nelle istituzioni e nelle scuole spesso la giornata del ricordo viene minimizzata riconducendola ad una parte politica, dimostrando così profonda ignoranza storica e politica.
Questa celebrazione dovrà essere l’occasione per dimostrare che la storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della cultura e della tradizione di un popolo, senza amnesie né colpevoli dimenticanze e per questo l’augurio è che nella città di Viterbo ed a Civita Castellana, dove si svolgeranno le nostre manifestazioni, le istituzioni locali partecipino alla commemorazione degli infoibati depositando con noi una corona sui monumenti dei caduti.
Preme poi ricordare che la stessa legge 92/2004 prevede che tutte le istituzioni politiche facciano in modo che la popolazione possa prendere conoscenza dell’efferato crimine jugoslavo per non dimenticare i nostri connazionali e l’auspicio è che nelle scuole il 10 febbraio sia una giornata dedicata all’approfondimento delle persecuzione del genocidio giuliano-dalmata ed anche di una profonda discussione su certe verità storico-politiche rimaste insabbiate per volontà di certi politici che rivendicavano con profonda ipocrisia una purezza morale e storica che non gli appartiene.
Gioventù italiana invita i cittadini a partecipare alla cerimonia alle ore 17.30 che si svolgerà nei pressi del monumento dei caduti in via Masci. L’augurio personale è che a tale celebrazione partecipino anche esponenti della giunta a dimostrazione che i martiri delle foibe non sono morti di seconda fascia ma connazionali vittime della barbarie di un Tiranno.