Aggiornamento
Due ciocche di capelli, di donna, miste a sangue,probabilmente di donna, sono state trovate tra le dita di una mano di Marcella Rizzello. Da questi due elementi sarebbe stato estrapolato il Dna dell’assassino
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Sul corpo di Marcella Rizzello, la donna di 30 anni uccisa a Civita Castellana (VT), potrebbero essere rimaste tracce dell’assassino. Prima di soccombere la giovane si e’ difesa strenuamente,come hanno accertato i medici legali.I carabinieri del Ris di Roma hanno prelevato alcuni reperti proprio sotto le unghie della vittima, perche’ il Dna puo’ svelare l’assassino. E’stata isolata anche una grossa quantita’ di impronte per trovare quelle del killer.
(fonte ANSA)
Aggiornamento 06/02/2010 ore 19,30
«La vita e tutti noi dobbiamo chiedere perdono a Marcella. Perdono per la sua vita spezzata, per la sua bambina che dovrà crescere senza mamma. Eri una ragazza piena di sogni, alcuni dei quali si stavano avverando, ma tutti, quelli già realizzati, come diventata madre, e quelli che stavi coltivando, sono stati cancellati in un attimo di violenza». È uno dei passaggi dell’omelia tenuta dal parroco di Civita Castellana don Maurizio, durante i funerali di Marcello Rizzello, la donna di 30 anni uccisa con cinque colpi di arma da taglio al collo e all’addome mercoledì scorso, nella camera da letto della sua abitazione, davanti alla figlia Giada di 14 mesi.
IL COMPAGNO - Il duomo di Civita Castellana non è riuscito a contenere le centinaia di persone che hanno partecipato al funerale. Molti, nonostante la pioggia, hanno seguito il rito dal sacrato e dalla piazza antistante. Sotto il portico che immette nella chiesa erano esposte decine di corone e di mazzi di fiori. La bara è stata trasportata a spalle dagli amici e adagiata davanti all’altare. Sui primi banchi erano seduti i familiari della giovane: la madre, il padre e, con un cappuccio nero calato fino a metà del volto, il compagno Francesco Vincenzi, di 36 anni. Al loro fianco le sorelle e i cugini e le cugine di Marcella. La bambina non c’era, era stata affidata a un’ amica di famiglia. Una delle cugine di Marcella, Angelica, ha letto una commovente lettera. «Solo ora ci rendiamo conto quanto ci manchi - ha detto tra le lacrime -, quando eri con noi, presi dal vortice delle vita di tutti i giorni, non siamo stati insieme come avremmo dovuto e quanto vorremmo ora che non ci sei più». Quando la bara è stata portata fuori dalla chiesa, la madre ha urlato più volte più volte «hanno ucciso la mia Marcella». Infine, il corteo funebre si è diretto nel cimitero di Civita Castellana, dove la giovane è stata tumulata nella tomba di famiglia.
LE INDAGINI - Non c’è ancora nessun indagato per l’omicidio di Marcella Rizzello, la donna di 30 anni uccisa mercoledì scorso con cinque colpi di arma da taglia al collo e all’addome nella camera da letto della sua casa, alla periferia di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, davanti alla figlia Giada di 14 mesi. Secondo quanto si è appreso negli ambienti investigativi, infatti non c’è nessun nome iscritto nel registro degli indagati della procura di Viterbo. E i carabinieri, incaricati delle indagini dal pm Renzo Petroselli, non avrebbero ancora una pista precisa da seguire. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati numerosi congiunti e vicini di casa della vittima, ma nessuno di essi avrebbe riferito particolari utili alle indagini. In particolare, il compagno della donna, Francesco Vincenzi, di 36 anni, figlio e fratello di carabinieri, che gestisce un bar nel centro della cittadina, è stato ascoltato per ore la notte e il giorno successivi alla scoperta del delitto. L’uomo ha dichiarato che nell’arco di tempo in cui è avvenuto l’omicidio, tra le 11.30 e le 13, era a Viterbo a fare degli acquisti. Il suo racconto avrebbe trovato dei riscontri. Nei prossimi giorni il pm avrà a disposizione i risultati degli accertamenti eseguiti dal Ris, che hanno analizzato per ore l’abitazione. L’arma del delitto, un grosso coltello da cucina o un oggetto tagliente con la lama larga, non è stata ancora trovata.(Fonte: Ansa).
Aggiornamento 06/02/2010 ore 06,00 Oggi alle 15 i Funerali nel Duomo di Civita Castellana
Sarebbe stata colpita al collo, più precisamente alla carotide, e all’addome con un’arma da taglio, mentre avrebbe tentato di difendersi. Questo quanto emerso dai primi accertamenti autoptici. A quanto pare al momento non vi sarebbe nessun indagato. Il compagno avrebbe un alibi (era a Viterbo per fare alcuni acquisti)che ha trovato dei riscontri . I funerali saranno celebrati oggi 6 febbraio alle 15 nel duomo di Civita Castellana
Aggiornamento 05/02/2010 ore 11,00
Oggi si svolgerà l’autopsia, che sarà effettuata dal dot. Sergio Funicello dell’Istituto di Medicina Legale dell’università di Siena.
Inoltre sempre in mattinata si è svolto un nuovo sopprallugo da parte dei Ris per vagliare ulteriori indizi.
Elemento importante ai fini delle indagini è che vicini avrebbero dichiarato di non aver sentito abbagliare il cane, che, sempre dalle dichiarazioni rilasciate, invece era solito fare spesso e contro chiunque passasse nelle vicinanze della villetta. Elemento questo che combinato all’ulteriore fatto di non aver trovato alcun segno di efrazione, farebbe presumere che la vittima conoscesse il suo assassino.
Intanto nella cittadina si parla di lutto cittadino, ma il sindaco Gianluca Angelelli vorrebbe sentire prima i famigliari e poi prendere una decisione in merito.
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Sarebbe stato il convivente a trovare Marcella Rizziello, 30 anni, all’interno della sua vileltta in via dei Latini (località Priati), riversa in una in un pozza di sangue.
Sul posto i carabinieri di Civita Castellana, i Ris, per effettuare i rilievi ai fini delle indagini, e il comandante provinciale Giogrio Dino Guida e il Pm Renzo Petroselli, che guiderà le indagini
La donna presentava, dai rilievi affettuati, diverse ferite da arma da taglio, principalmente al petto, che ne hanno causato la morte presumibilmente per dissanguamento. Vicino al Corpo della vittima, è stata trovata la figlioletta di un anno in lacrime.
Il delitto sarebbe avvenuto intorno alle ore 13,30, mentre, secondo le dichiarazioni rilasciate dal convivente, Francesco Vincenzi, 36 anni, da ieri sotto interrogatorio da parte del PM nella caserma dei carabinieri di Civita Castellana, sarebbe rientrato dal lavoro intorno alle 14- 14,15, e solo allora avrebbe scoperto il corpo della donna senza vita e avrebbe chiamato sia il 118 che i carabinieri.
Al momento si sta cercando l’arma del delitto. Le indagini sono tutt’ora in corso.
Marcella,Marcella…no Angela…..