Il presidente della Confconsumatori Antonio Nobili,in merito al decreto anticrisi ed al così detto condono/indulto per le sanzioni amministrative al codice della strada, fa due osservazioni:”La prima è che le multe non sono tutte quelle emesse sino al 31 dicembre 2004, bensì quelle verbalizzate entro il 31 dicembre 2004. La differenza non è di poco conto, ad esempio i preavvisi di sosta o le infrazioni senza contestazione immediata quali photored o autovelox accertate nel 2004 ma verbalizzate per la prima volta nel 2005 sono escluse da questa legge. La seconda riguardala facoltà di un Comune se aderire o meno all’indulto.Alla luce del dettato normativo emergono i seguenti punti:,a normativa sul condono si applica solo sulle sanzioni al codice della strada; non si applica alle sanzioni elevate dalle polizie provinciali od altri soggetti utilizzati dalle province;prevede uno “sconto” solamente sull’importo della sanzione e non su quello delle spese,interessi, ecc.; al comma 8-dove viene sancito che l’avvenuto pagamento della somma iscritta a ruolo o per la quale è stata emessa l’ingiunzione di pagamento non comporta il diritto al rimborso. Come dire:chi ha pagato ha pagato,chi non ha pagato. Pertanto si evince che la legge in merito è stata erroneamente chiamata condono sulle multe del codice della strada; infatti da un analisi amministrativa fatta dalla Confconsumatori di Viterbo è emerso che difficilmente i Comuni vogliano o meglio possano aderire al cosi detto condono. Per ovvie ragioni di bilancio i Comuni, come risaputo in perenni difficoltà economiche, si troverebbero costretti a sgravare somme che, se anche non riscosse, risultano nella parte attiva del bilancio. La legge inutile precisare non prevede alcun stanzio di fondi al fine di coprire eventuali buchi che si aprirebbero nella fiscalità dei comuni e pertanto a lasciato i comuni a loro stessi. Quindi ancora una volta – conclude Antonio Nobili- ci troviamo di fronte ad una legge propaganda che in se prevedeva già l’inattuabilità della stessa ed a pagarne le conseguenze restano gli ignari cittadini e consumatori che invece di poter chiudere dei debiti,più delle volte illegittimo e prescritti, si trovano a doversi confrontare con amministrazioni ed agenti di riscossioni che per mantenere le loro strutture aumenteranno sempre di più sia i loro crediti da bilancio sia le spese a danno dei cittadini”.Il presidente della Confconsumatori dott. Nobili Antonio presenterà una richiesta di modifica dell’attuale sanatoria che di fatto non sana nulla, per provare a sensibilizzare il Governo facendo presente che, se corretta, sarebbe una sanatoria molto importante per i Consumatori già tartassati da ogni tipo di balzello.