Apprendiamo dai lavoratori e dagli organi della stampa dell’ennesimo incidente sul lavoro.
Il fatto in se non costituirebbe qualcosa di anomalo se non per alcuni rilievi.
Pur manifestando solidarietà per una lavoratrice infortunata, compressa in un meccanismo distorto, non possiamo esimerci dal denunciare quanto segue, anche nell’interesse di tutti coloro che non hanno mai potuto accedere alla sua medesima posizione.
Orbene la persona infortunata, per sua ammissione e come riportato dai mezzi di informazione, è priva di contratto, continuando ad occupare un posto di lavoro sulla base di una singolare ” prorogatio” di un contratto a termine in virtù di tacita inerzia, o vero beneplacito, del funzionario responsabile e della attuale amministrazione, occupando ININTERROTTAMENTE dalla sua istituzione quel’impiego.
In quella postazione di lavoro si sarebbe potuta – a nostro avviso dovuta – realizzare una alternanza di persone ugualmente bisognose di occupazione e del reddito che ne deriva (con la crisi nel settore industriale non sarebbe stato difficile trovare alternative!).
Quindi consentiteci una domanda.
In assenza di contratto chi ha consentito alla lavoratrice di accedere al posto di lavoro?
E chi risponderà ora dei danni causati da tale stato di fatto?
Ancora i dipendenti e i cittadini?
Si impone ora, con maggior cogenza, una risposta, finora negata, in ordine ai risultati economici della gestione del settore farmacie e del suo organico.
Ci dica l’amministrazione uscente quanti sono ad oggi i lavoratori occupati con contratti a tempo indeterminato, quanti con contratti a termine e, alla luce del recente episodio, quanti senza contratto.
Ma la nostra contestazione riguarda più in generale la gestione complessiva del settore farmacie.
Di come siano stati utilizzati i due miliardi di vecchie lire, già nelle casse dell’Azienda Pluriservizi al momento del passaggio alla gestione comunale, dopo nove anni né l’amministrazione né i revisori danno risposta.
E che dire del fatto che la produttività è notevolmente diminuita anche grazie alle scelte di questa amministrazione che ha consentito, e agevolato, da un lato l’apertura di strutture private, limitando il servizio pubblico, e che dall’altro, pur detenendo propri immobili liberi, ha acquisito i maggiori oneri derivanti dall’affitto di locali a favore dei soli privati interessati.
Riteniamo altresì illegittima la mancata informazione sulla decisione di installazione di sistemi di sorveglianza presso le due farmacie comunali, in mancanza del necessario regolamento a tutela dei lavoratori e dei clienti, giusta la normativa sulla privacy.
I risultati attuali della gestione dell’Area farmacie, in seguito al passaggio al Comune, mostrano con evidenza che le scelte fatte da questa amministrazione, e contrastate dal nostro sindacato, siano l’effetto di una elevata incapacità amministrativa dovuta anche alla ignoranza delle problematiche e delle dinamiche tecnico-commerciali di settore.
Ritornando infine alla sciagurata vicenda dell’infortunio, si individuino le precise responsabilità, addebitandone tutti gli oneri, anche in ordine ad eventuali azioni giudiziarie, a coloro che hanno determinato tale stato di fatto, con una gestione a dir poco personalistica e disinvolta della cosa pubblica.
Questo si nell’interesse di tutti i cittadini onesti.
Civita Castellana 28 febbraio 2009 RSU FP CGIL Comune di Civita Castellana